Come dicevo, devo andare via. Se vi manco troppo, lasciatemi un messaggio in segreteria ... Torno lunedì/martedì. Con eterno amore,
B.
Ho votato! Questa mattina sono uscita di casa con lo spirito "adesso arrivo io e con il mio voto salvo l' Italia". Ho cercato, innanzitutto, un qualcosa di rosso da mettermi. Lo so che è una cazzata, ma avevo bisogno di appartenere, simbolicamente, al gruppo di quei coglioni che non ne possono più di Berlusconi. Non trovavo niente, avevo una maglietta rossa smanicata, ma con 3 gradi non me la sono sentita di mettermela. Alla fine sono salita in macchina con la mia magnifica CINTURA rossa e mi sono appropinquata. Quando sono arrivata davanti alle signorine che mi hanno strappato i documenti e il libretto dalle mani, ho cercato di scorgere, attraverso i loro occhi, i segreti più taciuti, le aspirazioni, le tendenze. Niente... (Mi avranno scambiata per una maniaca sessuale, quando io, invece, cercavo solo un po' di solidarietà). Avrei voluto mettemi a piangere, sul tavolone, iniziare a gridare "MANDATELO VIAA, MANDATELO VIAAA!", strapparmi i capelli, cospargermi la faccia di bava e di rimmel, avrei voluto che qualcuno mi consolasse, mi liberasse da questo sentimento di sospensione.- Per me, oramai, è diventata una questione di vita o di morte. Se quell'uomo minuscolo, con gli azatacchi, non se ne va, io... io... Non voglio pensarci.-
Quando sono entrata nella cabina, ho fatto una croce gigantesca, la croce più grande e sentita che io abbia mai fatto. Ho premuto. Avrei voluto bucare il foglio, scrivere col sangue, tatuarmi lì dentro, con il "simbolino salvifico". Sono uscita tremante. Ho ritirato il documento e il libretto. Mi sono avviata verso l'uscita, con gli occhi iniettati di speranza, con il passo di quella che non può fare più niente, di quella che "adesso dipende da VOI!", finché non ho sentito una voce, dietro di me: "SIGNORINA!"( Mi sono girata, con una lacrima... ) "LA MATITA!!". Che cogliona, già. "Ah,mi scusi, me l'ero intascata", ho detto io con un sorriso comunista. Ho estratto la matita rubata dalla tasca, gliel'ho appoggiata sul tavolo. Me ne sono andata, sconfitta dall' indifferenza. Per tutto il giorno vi ho guardato in faccia, nelle strade, dentro un museo d'arte romantica, in gelateria, alla Taverna del Biacchese. Ho cercato di cogliere il vostro pensiero. Vedevo il ciclista e mi dicevo "questo ha votato Verdi", vedevo l'uomo tinto sulla Mazda fucsia truccata con il volante sportivo e "Ecco, questo ha votato Forza Italia". Tutto il giorno così. Finito di interrogarmi sui voti di voi passeggiatori e automobilisti, ho iniziato a sentire un amore profondo.
Amo profondamente tutti quelli che hanno fatto qualcosa (o la faranno domani ) per cacciare il sorriso imposto, truffaldino e insopportabile di un nano bugiardo ed egoista. Amo tutti voi perché mi sento "tesa insieme a voi". E' come se ora fossimo tutti sulla stessa barca e io vorrei abbracciarvi tutti. Ho una paura blu. Domani alle 17:30 andrò in Piazza e aspetterò. Voglio festeggiare, liberarmi, essere felice insieme a quei coglioni di mangiabambini che domani saranno lì a pregare fra sé e sé per un po' di Giustizia (perché è giusto che se ne vada). Il mio è amore.
Non è che ora voglia discutere solo di cibo, ma ieri sera mi è capitata una cosa disgustosa e credo sia meglio parlarne, per superare il trauma. Cena informale a casa di L.. Ex compagni di liceo, siamo in dieci. Arrivo e L. si presenta in tutta la sua mascolinità con un paio di pantofole a forma di cane, pantaloncini corti con annesso pelo fino al ginocchio, abbassamento di voce con picchi di stridulità assordante. Sul bordo del suo letto, sfoglio insieme a C. una trentina di album di foto che ritraggono quasi esclusivamente dei sederi oppure A. seduto su un water, nudo, in bagni diversi, oppure lo stesso L., padrone di casa, mentre urina dentro una bottiglia o mentre si fa la doccia. Insomma, foto ad alto contenuto erotico-naeseabondo. Si decide di cominciare a cucinare, che io sono già fortemente provata da quanto visto. Menù: rigatoni con salsiccia, funghi e panna. Recupero una cipolla dalla terrazza, mi metto a tritare, perché sogno un soffritto a regola d'arte su cui adagiare piccoli tocchetti di salsiccia, da rosolare... Finita l'operazione, mi giro verso i fornelli e il fattaccio è avvenuto. L., che è un vero uomo, ha già posizionato la salsiccia, tagliata come si taglia il salame, a fornello spento, su una padella antiaderente, annegandola di tre confezioni di panna. Salsiccia cruda + panna. Accende il fornello, nel frattempo, si gira e afferra una bottiglia di Vino rosso corposo e aggiunge anche quello. Quello che i miei occhi vedono è una broda rosa nella quale galleggia della salsiccia, precedentemente schiacciata e spappolata sul fondo del tegame, di colore fucsia. Non si cuocerà mai. E lo sa anche C., in piedi accanto a me incredula. Ma il dramma non finisce. L. prende dal frigo tre vasetti di funghi sotto-ACETO(!!!) e aggiunge. Nel frattempo la pasta è già cotta. Stiamo parlando di due kili di pasta messi a bollire in un pentolino da latte, pasta per metà sottoposta alla cottura "a vapore". A me vengono su i tortellini di Natale. C. dice di essere allergica alla panna, A. che ha visto metà scena azzarda un "Non posso mangiare i funghi", nessuno ha il coraggio di alludere alla salsiccia. In un clima di omertà generale, sette persone mangiano il sugo crudo di L. Ci salviamo in tre. Io lo assaggio, per via di una curiosità mia innata verso ogni cosa. E non mi sento di esprimere giudizi. Ora io però mi dico: tutti hanno più o meno una madre, tutti conoscono l'ABC della cucina. Chi, da bambino non ha osservato cucinare un ragu' ?! Mi avete fatto sentire un mostro, perché per una volta nella vita, mi sono data alla cucina del Mac, ma quando si vedono queste cose, non avete un minimo di comprensione per chi ricorre a questa pratica riprovevole, diffusa fra i giovani? Vi saluto con una lacrima.
Sconvolta dal fatto, avevo dimenticato di essermi procurata la foto del suddetto sugo, la posto qui, così com'è stata concepita, senza modifiche, si astengano i deboli di stomaco:

A volte un banalissimo errore ti condiziona l'esistenza. Io sto pagando caramente. Nella fretta, tempo addietro, mentre stavo andando a controllare la posta su internet, invece di digitare www.infinito.it , sfuggendomi dal dito la lettera T, ho digitato www.infinio.it e adesso, ogni volta che cerco di aprire la pagina di infinito, mi si apre l'altra. Andate a vedere. Grazie per la solidarietà.