BEA & ERMES s.r.l.

Parole fritte e pensieri lessi in ermetiche confezioni blu.

dalla cucina

Statistiche sito,contatore visite, counter web invisibile Qui non si cucina tutti i giorni, per non appesantirvi

Ora mi trovate
"qui"

dalla direzione

Chiedo scusa a tutti.
Questo blog nasce per non essere letto, e' un blog indigeribile, per via dell'inutilita', del disordine tematico e dell' ingiustificabilita' dei suoi contenuti.

per farci perdonare

Mi metto in coda. Scorriamo velocemente.
Chiedo alla signora davanti a me
di che coda si tratta.
"E' per metterci in un'altra coda"
mi spiega.
"Non ha senso" dico
"me ne vado".
Mi indica un'altra coda.
"Allora deve mettersi in fila".
Mi metto in coda.
Scorriamo velocemente.

-Roger McGough-

ammazza caffe'

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Schifato

da *loading* avventori

Berluscounter!
sabato, 29 aprile 2006

Eccomi qui

Mi mancate. La mia vita fa schifo. Mi manca anche lei, quindi. Una vita come si deve, intendo. Mi scuso se non ho detto nulla, se sono sparita così; non era mia intenzione, fosse per me, vi prenderei tutti, vi rapirei, vi terrei qui con me, vi sbaciucchierei senza sbavarvi, vi darei la mano e vi coprirei con un panno mentre guardate la tv.  Ho dei grossi problemi ultimamente e non mi è stato possibile collegarmi, vi scrivo ora in tutta fretta e mestamente. Anzi, i problemi non sono grossi: sono enormi e non vedo vie d' uscita. Spero di tornare al più presto, ma tanto voi vi dimenticherete di me e direte STI CAZZI.  Io non vi dimentico.  Mi sono affezionata ed è doloroso scrivere questo post, perché non so quando ci rivedremo. Porto con me le vostre faccine, come me le immagino io.  Se vi va, aspettatemi. Torno appena Dio guarda giù. Un bacio.
cucinato da: BEA alle ore 23:02 | link | commenti (59)
categorie: pensieri lessi
mercoledì, 19 aprile 2006

Pasqua con chi vuoi

Non sono credente. Diciamo che non penso che esista nulla, ma non si mai, per sicurezza non bestemmio. Se vedo una suora mi innervosisco, se vedo un prete/frate faccio l'esperimento. L'esperimento consiste nell'osservare tale uomo e pensare " non esiste niente, ma proprio niente niente", con il risultato che mi trovo ad osservare un uomo travestito, un buffone, un povero illuso che sta sprecando la propria esistenza in costume. Con questo spirito sono partita per  la Santissimissima Pasqua e me ne sono andata a vedere ... (rullo di tamburi)... la    " M a d o n n a    che   s c a p p a ". No, dico... Proprio io! Questa roba non è altro che la rappresentazione del momento in cui Maria vede che suo figlio è risorto, allora si mette a correre.  Ho pianto. A prescindere dal mio agnosticismo/ateismo/non-sa-non-risponde,  a prescindere dal mio quasi carnale desiderio di  STATO LAICO nonché di   ESTINZIONE di qualsiasi forma di religione dal mondo,  tralasciando il fatto che quando mi rivolgo al papa lo faccio chiamandolo Maledetto XVI, ho provato una strana commozione. C'era tutta la gente lì che diceva "Oh-hhh" e io che piangevo... Il giorno prima, la mia amica M.,  seduta su un gradino di una chiesa,  si era messa  a raccontarmi di una sua amica che aveva fatto l'imitazione del  Cristo, mettendosi delle puntine da disegno proprio lì, con approvazione ridanciana di tutti... Era seguito un momento di silenzio con lei che mi diceva  "Aspettami un attimo, vado a chiederGli scusa" ed era entrata nella Chiesa ad accendere una candela, seguita dall'eco del  mio grido "ChiediGli scusa anche da parte mia!" (non si sa mai).  Perché ovviamente, io che me ne stavo bella rilassata sul gradino non ce la facevo ad alzarmi per chiedere scusa... In serata, sempre la mia amica, con grandissimo spirito cristiano, aveva chiesto ad uno del posto "A che ora PARTE domani la Madonna?". Comunque ho versato le lacrime più pasquali che ho. Anche perché questo è un periodo di merda per diversi motivi e allora mi è più facile piangere davanti alla Madonna. Per punizione alla fine la mia amica si è ammalata e si è presa la febbre. Abbiamo passato tutto il tempo in una camera di un B&B di 2 metri x NIENTE, con lei che tossiva e stava da cani.  Il Pranzo di Pasqua è stato fra le cose più tristi che mi siano capitate. mi riprometto di raccontarlo in un prossimo post, per ricordarmelo.  Ora scambiatevi un segno di pace. Mi siete mancati. Amen  
cucinato da: BEA alle ore 11:41 | link | commenti (21)
categorie: riflessioni, racconti, religione, cronaca, parole fritte
venerdì, 14 aprile 2006

Segreteria telefonica

Come dicevo, devo andare via. Se vi manco troppo, lasciatemi un messaggio in segreteria ... Torno lunedì/martedì. Con eterno amore,

B.

cucinato da: BEA alle ore 11:38 | link | commenti (11)
categorie: politica, racconti, internet, cronaca, attualità, parole fritte, toilette
giovedì, 13 aprile 2006

Indurminte'

Oggi, in macchina, c'era uno che faceva i 20 km/h, stando in mezzo alla strada, io ovviamente ero dietro di lui, con il mio nervosismo pre-mestruale che cercavo di sorpassarlo. Tanto ha fatto che mi è toccato il rosso. Mi sono accostata a lui con una sgassata ai 90, per sottolineare il danno e ho urlato INDURMINTE' (addormentato/rincoglionito). Aveva il finestrino completamente giù. Il semaforo non voleva saperne di diventare verde, lui mi guardava con odio e violenza e allora l'ho fatto! Ho iniziato a far finta di parlare al cellulare, con omertà.  Insultavo l'auricolare. Faccio schifo, lo so, ma siccome ultimamente ne succedono di tutti i colori, avevo paura di prendere le botte. Questo è un periodo di grande nervosismo, anzi... E' proprio un periodo di merda, se mi passate il francesismo.  Partirò per qualche giorno,  quindi vi faccio gli auguri di buona Pasqua adesso. Cesserò di respirare fino a quando non vi rivedrò!  
cucinato da: BEA alle ore 19:26 | link | commenti (6)
categorie: smart, parole fritte, toilette
lunedì, 10 aprile 2006

Qualcuno ci salvi

Ho votato! Questa mattina sono uscita di casa  con lo spirito "adesso arrivo io e con il mio voto salvo l' Italia". Ho cercato, innanzitutto, un qualcosa di rosso da mettermi.  Lo so che è una cazzata, ma avevo bisogno di appartenere, simbolicamente, al gruppo di quei coglioni che non ne possono più di Berlusconi. Non trovavo niente, avevo una maglietta rossa smanicata, ma con 3 gradi non me la sono sentita di mettermela. Alla fine sono salita in macchina con la mia magnifica CINTURA rossa e mi sono appropinquata. Quando sono arrivata davanti alle signorine che mi hanno strappato i documenti e il libretto dalle mani, ho cercato di scorgere, attraverso i loro occhi, i segreti più taciuti, le  aspirazioni, le tendenze. Niente... (Mi avranno scambiata per una maniaca sessuale, quando io, invece, cercavo solo un po' di solidarietà). Avrei voluto mettemi a piangere, sul tavolone, iniziare a gridare "MANDATELO VIAA, MANDATELO VIAAA!",  strapparmi i capelli, cospargermi la faccia di bava e di rimmel, avrei voluto che qualcuno mi consolasse, mi liberasse da questo sentimento di sospensione.- Per me, oramai, è diventata una questione di vita o di morte. Se quell'uomo minuscolo, con gli  azatacchi, non se ne va, io... io...  Non voglio pensarci.-

Quando sono entrata nella cabina, ho fatto una croce gigantesca, la croce più grande e sentita che io abbia mai fatto. Ho premuto. Avrei voluto bucare il foglio, scrivere col sangue, tatuarmi lì dentro, con il "simbolino salvifico". Sono uscita tremante. Ho ritirato il documento e il libretto. Mi sono avviata verso l'uscita, con gli occhi iniettati di speranza, con il passo di quella che non può fare più niente, di quella che "adesso dipende da VOI!", finché non ho sentito una voce, dietro di me: "SIGNORINA!"( Mi sono girata, con una lacrima... ) "LA MATITA!!". Che cogliona, già. "Ah,mi scusi, me l'ero intascata", ho detto io con  un sorriso comunista. Ho estratto la matita rubata dalla tasca, gliel'ho appoggiata sul tavolo. Me ne sono andata, sconfitta dall' indifferenza. Per tutto il giorno vi ho guardato in faccia, nelle strade, dentro un museo d'arte romantica, in gelateria, alla Taverna del Biacchese. Ho cercato di cogliere il vostro pensiero. Vedevo il ciclista e mi dicevo "questo ha votato Verdi", vedevo l'uomo tinto sulla Mazda fucsia truccata con il volante sportivo e  "Ecco, questo ha votato Forza Italia".  Tutto il giorno così. Finito di interrogarmi sui voti di voi passeggiatori e automobilisti, ho iniziato a sentire un amore profondo.

Amo profondamente tutti quelli che hanno fatto qualcosa (o la faranno domani ) per  cacciare il sorriso imposto, truffaldino e insopportabile di un nano bugiardo ed egoista. Amo tutti voi perché mi sento "tesa insieme a voi". E' come se ora fossimo tutti sulla stessa barca e io vorrei abbracciarvi tutti. Ho una paura blu. Domani alle 17:30 andrò in Piazza e aspetterò. Voglio festeggiare, liberarmi, essere felice insieme a quei coglioni di mangiabambini che domani saranno lì a pregare fra sé e sé per un po' di Giustizia (perché è giusto che se ne vada). Il mio è amore.

cucinato da: BEA alle ore 00:05 | link | commenti (19)
categorie: politica, cronaca, attualità, parole fritte
mercoledì, 05 aprile 2006

Maiala

Mi siete mancati. In questi giorni ho dato due esami. Ero talmente sconvolta che mi si leggeva in faccia. In particolare, in biblioteca, ho scoperto che forse sembro una psicopatica.  L'altro giorno mi ero messa a studiare con 40° di pura afa, in un tavolone da sei posti, posizionato davanti ad un'enorme finestra. Siccome ad un certo punto non respiravo nemmeno più, mi sono messa "a pecora" sul tavolo, per raggiungere la maniglia. "A pecora" significa che ero con le ginocchia sul tavolo e le mani pure. A questo punto, così disposta, mi sono voltata verso il ragazzo seduto accanto a me e gli ho chiesto: <<Se apro, ti dà fastidio?>>. Questo  è diventato viola, continuava ad arrossire, credevo che gli venisse un colpo. Mi dice "Non so...". Allora gli ripeto "POSSO APRIRE LA FINESTRA?". Lui si tranquillizza, tira un sospiro di sollievo e mi dice: <<Ah, meno male, avevo capito "SI VEDE IL VESTITO?" e ho pensato "questa sta proprio male, ma male male">>. Io ho la faccia di una che si mette su un tavolo in posizione "maiala" a chiedere alla gente se si vede il vestito! Boh...
cucinato da: BEA alle ore 16:46 | link | commenti (21)
categorie: cronaca, parole fritte, figure barbine
mercoledì, 29 marzo 2006

L'uomo delle palle

Urge che io mi sfoghi e che parli con qualcuno di una fra le mie "quarte" esperienze altamente erotiche.  Senza questo episodio, oggi sarei un'altra persona, forse sarei una tossicodipendente o magari una professoressa di matematica. Avevo 16 anni, o giù di lì, avevo saputo, tramite vie traverse nonché fonti quasi attendibili, che un ragazzo di 21 anni,carino, provava un'attrazione innata verso la mia infinita grazia (se...). Biondo, occhi azzurri... Faceva il cantante ed era un grandissimo appassionato di quel gruppo famosissimo che si chiama B. (C'era un ragazzo che come me amava i B.). Lo dico in codice, perché non voglio che tramite una ricerca su google arrivi a me, proprio ora che sono riuscita a sfuggirgli per sempre. Si passavano i pomeriggi al parco, con la chitarra. Lui mi diceva: <<Conosci quella canzone dei B. che fa "asbruntox giterjuf asconiu'? " >>  E io: <<Certo>> perché non volevo fare quella ignorante sui B. E lui cantava. Poi lui mi diceva << Conosci Astrunzyday dei B.?>> E io: <<No>>(per cambiare un po'). E lui <<Avevi detto che la conoscevi.>>. Cazzo. Passavamo i pomeriggi con queste domande trabocchetto, restavo appesa ad un filo sottile di cultura musicale sui B. Cercavo di assecondarlo, di prevedere le sue mosse. Alternavo i SI' ai No, con maestria, giocando sulla fortuna, e lui cantava, cantava, cantava... Intanto passavano i mesi. Al terzo mese ci tenevamo per mano.  Al quarto mese, ogni tanto ci si baciava in modo umido. Al sesto mese io iniziavo a preoccuparmi. Finché...  Successe il fatto: mi aveva accompagnato a prendere il motorino, mi ero seduta sulla sella, mi ero accesa una sigaretta. Lui aveva iniziato a dirmi che dovevo smetterla di fumare e che se non smettevo mi veniva il tumore e il cancro e un cancro con il tumore e viceversa e che mi sarebbe caduto un pianoforte in testa e sarei stata aggredita da un Pitone Molurus nella biblioteca civica e che mi sarebbe cresciuta una coda in fronte.  A questo punto, io- che già ero una ragazza provata da mesi e mesi di do.re.mi, da "mi avevi detto che la sapevi", che lo vedevo radersi e portare con dignità i suoi 21 anni-... Gli toccai le palle. E lui, per tutta risposta, cosa mi disse?! <<Cosa fai? mi tocchi le palle?>> E io: <<Stai scherzando vero? Non ho parole>> E lui: << Vabbe', tocca...>>. La piazza si era fatta più buia, stava scendendo la sera. Non lo rividi mai più. Non sapevo che molti anni dopo avrei conosciuto LUI, il solo e unico,il mago del sesso, il cosiddetto Ci**L*no...
cucinato da: BEA alle ore 18:55 | link | commenti (15)
categorie: musica, riflessioni, racconti, attualità, parole fritte, figure barbine
domenica, 26 marzo 2006

Rigatoni al maiale vivo

Non è che ora voglia discutere solo di cibo, ma ieri sera mi è capitata una cosa disgustosa e credo sia meglio parlarne, per superare il trauma. Cena informale a casa  di L.. Ex compagni di liceo, siamo in dieci. Arrivo e L. si presenta in tutta la sua mascolinità con un paio di pantofole a forma di cane, pantaloncini corti con annesso pelo fino al ginocchio,  abbassamento di voce con picchi di stridulità assordante. Sul bordo del suo letto, sfoglio insieme a C. una trentina di album di foto che ritraggono  quasi esclusivamente dei sederi oppure A. seduto su un water, nudo, in bagni diversi, oppure lo stesso L., padrone di casa, mentre urina dentro una bottiglia o mentre si fa la doccia. Insomma, foto ad alto contenuto erotico-naeseabondo. Si decide di cominciare a cucinare, che io sono già fortemente provata da quanto visto. Menù: rigatoni con salsiccia, funghi e panna. Recupero una cipolla dalla terrazza, mi metto a tritare, perché sogno un soffritto a regola d'arte su cui adagiare piccoli tocchetti di salsiccia, da rosolare... Finita l'operazione, mi giro verso i fornelli e il fattaccio è  avvenuto. L., che è un vero uomo, ha già posizionato la salsiccia, tagliata come si taglia il salame, a fornello spento, su una padella antiaderente, annegandola di tre confezioni di panna. Salsiccia cruda + panna. Accende il fornello, nel frattempo, si gira e afferra una bottiglia di Vino rosso corposo e aggiunge anche quello. Quello che i miei occhi vedono è una broda rosa nella quale galleggia della salsiccia, precedentemente schiacciata e spappolata sul fondo del tegame, di colore fucsia. Non si cuocerà mai. E lo sa anche C., in piedi accanto a me incredula. Ma il dramma non finisce. L. prende dal   frigo tre vasetti di funghi sotto-ACETO(!!!) e aggiunge. Nel frattempo la pasta è già cotta. Stiamo parlando di due kili di pasta  messi a bollire in un pentolino da latte, pasta per metà sottoposta alla cottura  "a vapore".  A me vengono su i tortellini di Natale. C. dice di essere allergica alla panna, A. che ha visto metà scena azzarda un "Non posso mangiare i funghi", nessuno ha il coraggio di alludere alla salsiccia. In un clima di omertà generale, sette persone mangiano il sugo crudo di L. Ci salviamo in tre. Io lo assaggio, per via di una curiosità mia innata verso ogni cosa. E non mi sento di esprimere giudizi. Ora io però mi dico: tutti hanno più o meno una madre, tutti conoscono l'ABC della cucina. Chi, da bambino non ha osservato cucinare un ragu' ?!  Mi avete fatto sentire un mostro, perché per una volta nella vita, mi sono data  alla cucina del Mac, ma quando si vedono queste cose, non avete un minimo di comprensione per chi ricorre a questa pratica riprovevole, diffusa fra i giovani? Vi saluto con una lacrima.

Sconvolta dal fatto, avevo dimenticato di essermi procurata la foto del suddetto sugo, la posto qui, così com'è stata concepita, senza modifiche, si astengano i deboli di stomaco:

Il maiale crudo di l.

cucinato da: BEA alle ore 15:49 | link | commenti (29)
categorie: riflessioni, racconti, parole fritte, toilette
martedì, 21 marzo 2006

Il MC Donald's

Vai al MC Donald's, perché vuoi mangiare in un lasso di tempo di 8 minuti, ti avvicini alla cassa, un'africana di due metri ti sbatte in faccia un vassoio rosso a mo' di frisbee, e ti sfida. Dici "Due filetti di pesce, SOLO PANINO", ma siccome loro, là dentro, hanno la parola registrata e sono dei robot,  ti devono dire per forza "Menu' o panino?" perché altrimenti il Mac va in fallimento. Quindi ripeti SOLO PANINO e sorridi in stile "paresi". L'africana, ti guarda da sotto le treccine. "Vorrei anche tutte le salse"..."E una Coca PICCOLA". "Media la coca?". No, PICCOLA, che sbadata, non le avevo fatto i cartelli! Poi lo sai che per il filetto ci vogliono tre minuti, ma ogni tanto speri in una frase del tipo "Il filetto adesso glielo facciamo", per cambiare... Invece no. "Per i filetti ci vogliono tre minuti". D'accordo, aspetti.  Arrivati i filetti ti dà UN TOVAGLIOLO che dividerà a metà, perché altrimenti il Mac va in fallimento. Chiedi se per cortesia ti può dare un bel po' di tovaglioli. L'africana s'incazza.Ora prenderà un coltello da sotto la cassa e ti ucciderà. Invece no, ti guarda come pensando "me la paghi, stronza!" e ti getta sul vassoio l'altra metà del tovagliolo e guarda dietro di te l'altro avventore, sbattendo il secondo frisbee. Prendi il tuo vassoio, vai verso il tavolo- la coca, una volta sì e una no, ti cadrà per terra, si aprirà e si spargerà per la sala, Tu fuggirai: Omissione di soccorso-. Vai al tavolo, ti prepari a mangiare i tuoi panini, ma prima ancora di toccarli, sei già sporco. Non sai perché, ma hai già un etto di salsa nel polso. E' un fenomeno mistico, tipo le stigmati di Padre Pio. Quando finisci di mangiare, tutto è una carneficina. Il tuo corpo, il tavolo, il vassoio. C'è desolazione e devastazione ovunque. Mentre vai a gettare i rifiuti, ti viene già su la coca (la volta che sei riuscito a mantenerla in equilibrio). Esci dal MC, ma il sapore del panino ti accompagnerà per tre giorni, al terzo giorno, sarai pronto per tornare al MC Donald's. Burp. (scusate)
cucinato da: BEA alle ore 21:58 | link | commenti (26)
categorie: riflessioni, racconti, religione, filosofia, cronaca, attualità, parole fritte
domenica, 19 marzo 2006

Infinito

A volte un banalissimo errore ti condiziona l'esistenza. Io sto pagando caramente. Nella fretta, tempo addietro, mentre stavo andando a controllare la posta su internet, invece di digitare www.infinito.it , sfuggendomi dal dito la lettera T, ho digitato www.infinio.it  e adesso, ogni volta che cerco di aprire la pagina di infinito, mi si apre l'altra. Andate a vedere. Grazie per la solidarietà.

cucinato da: BEA alle ore 23:18 | link | commenti (16)
categorie: internet, attualità, toilette